In un contesto in cui le imprese investono tempo e risorse in digitalizzazione, nuovi software, automazione dei processi e innovazione, esiste un adempimento che – sorprendentemente – rimane ancora ai margini dell’attenzione di molte realtà italiane: la conservazione digitale a norma dei documenti.

Un tema spesso percepito come “burocratico”, “laterale” o addirittura superfluo, ma che in realtà rappresenta un obbligo di legge imprescindibile.
E soprattutto: un obbligo che non sparisce da solo.


🔍 Perché la conservazione a norma è così importante?

Quando parliamo di conservazione digitale a norma, non ci riferiamo alla semplice archiviazione dei file in una cartella condivisa, su un gestionale o dentro la PEC.
La normativa italiana richiede invece che i documenti vengano conservati tramite un processo strutturato, conforme e tracciato, in grado di garantire nel tempo:

  • autenticità
  • integrità
  • leggibilità
  • reperibilità

Quattro elementi essenziali per dimostrare che il documento è originale, intatto e legalmente valido.

Questo significa che archiviare non è sufficiente.

E significa soprattutto che, in caso di controlli, un’azienda che non conserva correttamente i documenti può incorrere in sanzioni, contestazioni fiscali e problemi di compliance.


📜 I riferimenti normativi da cui NON si può prescindere

La conservazione digitale a norma è regolata da un quadro normativo chiaro:

  • D.Lgs. 82/2005 – CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale)
  • DPCM 3 dicembre 2013 – Regole tecniche sulla conservazione
  • Linee Guida AgID sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici
  • DM 17 giugno 2014 – Norme specifiche per le Fatture Elettroniche

Norme che definiscono come deve essere gestito un processo di conservazione e quali responsabilità ricadono su chi produce, gestisce o conserva documenti informatici.


📌 Fine anno: il momento in cui emergono (tutte) le criticità

Ogni anno, puntualmente tra novembre e gennaio, molte aziende scoprono che:

  • la conservazione non è stata completata
  • alcune categorie documentali non sono state inviate in conservazione
  • si pensa che la PEC equivalga alla conservazione
  • le fatture elettroniche conservate dal SdI NON sono quelle dell’azienda
  • si è confuso l’archivio documentale con un sistema di conservazione a norma

Sono errori comuni, ma potenzialmente rischiosi.
Soprattutto perché la normativa non ammette “dimenticanze”.


📂 Quali documenti devono essere conservati a norma?

La risposta breve è: molti più di quanto si pensi.
Ecco alcuni esempi tra i più rilevanti:

  • Fatture elettroniche attive e passive
  • Registri IVA
  • LUL (Libro Unico del Lavoro)
  • Bilanci e dichiarazioni fiscali
  • Contratti e ordini
  • DDT (documenti di trasporto)
  • Documenti doganali
  • Dichiarazioni, modelli e comunicazioni obbligatorie
  • PEC e comunicazioni ufficiali
  • Documenti generati da software, gestionali, ERP
  • Documenti HR, payroll, compliance e governance

A seconda del settore, possono aggiungersi anche ulteriori categorie obbligatorie.


✨ La buona notizia: attivare la conservazione a norma è semplice (se gestita da professionisti)

La conservazione digitale non richiede stravolgimenti, progetti complessi o modifiche ai sistemi interni.
Se configurata correttamente, può essere:

  • attivata in pochi giorni
  • integrata con i processi già esistenti
  • completamente automatizzata
  • conforme alle normative AgID
  • senza impatto operativo sulle attività quotidiane

Significa chiudere l’anno in tranquillità, avere documenti sempre reperibili in pochi secondi e soprattutto ridurre il rischio aziendale legato alla non conformità.


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Molte aziende scoprono solo in fase di audit o controllo di non essere allineate.
E in quel momento è troppo tardi per rimediare.

🔎 Possiamo supportarti in:

  • check-up gratuito della situazione attuale
  • verifica delle categorie documentali coperte
  • attivazione del servizio di conservazione a norma
  • migrazione dei documenti pregressi
  • integrazione con sistemi e processi esistenti

Un intervento veloce, con il massimo della conformità normativa.


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