
Nel dossier Eccellenze della Lombardia pubblicato da La Repubblica è uscito l’articolo “L’onda ESG che sta trasformando il mondo”. L’approfondimento si inserisce in un contesto editoriale che guarda alle trasformazioni in atto nel tessuto produttivo, concentrandosi su come il tema della sostenibilità stia incidendo in modo sempre più concreto sulle scelte delle imprese.

L’articolo nasce in collaborazione con Hitachi Industrial Equipment Systems Europe – Energy Efficiency & Sustainability e affronta il tema da una prospettiva operativa. L’attenzione non è rivolta a obiettivi generici, ma al modo in cui le aziende possono leggere ciò che accade all’interno dei propri sistemi produttivi e utilizzare queste informazioni per orientare le decisioni.
Negli ultimi anni, la sostenibilità è entrata nel vocabolario aziendale con grande rapidità. Tuttavia, la sua presenza nei documenti strategici non sempre coincide con un reale cambiamento nel modo in cui vengono gestiti processi, risorse e investimenti. È proprio su questa distanza tra dichiarazioni e operatività che si gioca oggi la credibilità dei percorsi ESG.
In ambito industriale, la sostenibilità assume significato quando viene calata nella quotidianità degli impianti. Significa sapere dove e come viene utilizzata l’energia, riconoscere comportamenti ricorrenti, individuare inefficienze che spesso restano invisibili se non vengono misurate. Senza questa base, qualsiasi strategia rischia di restare astratta.
Un elemento centrale è il ruolo dei dati. Non come fine, ma come strumento. Raccogliere informazioni non è sufficiente: è necessario interpretarle, contestualizzarle e renderle leggibili per chi deve decidere. Questo passaggio richiede competenze specifiche e strumenti in grado di restituire una visione chiara, continua e confrontabile nel tempo.
L’articolo mette in luce anche un altro aspetto spesso sottovalutato: la sostenibilità non è un progetto isolato, ma un processo che coinvolge più funzioni aziendali. Produzione, operations, IT, direzione: tutti sono chiamati a confrontarsi con gli stessi dati, pur con esigenze diverse. Coordinare queste prospettive è una delle sfide più complesse, ma anche una delle più decisive.
In questo contesto, la collaborazione tra realtà con competenze complementari diventa un fattore abilitante. Affrontare temi come l’efficienza energetica e la misurazione delle performance richiede un dialogo continuo tra chi conosce i processi industriali e chi sviluppa soluzioni tecnologiche. È in questo scambio che si costruiscono percorsi coerenti e sostenibili nel tempo.

La pubblicazione su La Repubblica non rappresenta solo un momento di condivisione, ma anche un’occasione per inserire il tema Sostenibilità in un racconto più ampio, legato all’evoluzione dell’industria e alla necessità di affrontare la complessità con metodo. Un racconto che parla di scelte, di strumenti e di responsabilità operative.
Aprire il 2026 con questo contributo significa riconoscere che la sostenibilità non è una tappa da raggiungere, ma un ambito di lavoro continuo. Un lavoro che richiede attenzione ai dettagli, capacità di misurare e disponibilità a rimettere in discussione i propri modelli operativi.
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